SOMMERSA.

Non sai quanto mi costa rimanere in apnea
ascoltando le parole che si sciolgono
come burro sulle tue labbra.
Fatico a capirle ché inghiotti
continue
emozioni mentre i pensieri mugolano
frammenti di noi.
Ho fermato i battiti del cuore
per nasconderti che scorri ancora
tra carne e pelle, come il sangue.
Indispensabile.
Ho spiato sul tuo viso l'espressione pacata d'estate;
ho scorto gli occhi rame
fissare le mie mani che hai stretto
regalandoci sogni.
Gli sfoghi al mattino sulla strada che porta al mare,
sotto al cielo azzurro più dello Ionio;
e poi parole dolci come pesche succose
mangiate dalla stessa coppa,
con la stessa forchetta.
Ci siamo rivisti una sera di marzo già calda,
coi brividi sulla schiena
e la pioggia salata che silenziosa
mi riempie la bocca.

© LG. 633/1941

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