AAA CERCASI

Non so voi, ma io quando perdo qualcosa di piccolo mi ostino a cercarla lontano da me.
E lei è sempre vicino. Lo sanno anche i gatti.
Se invece, per esempio, smarrisco una forcina per capelli ne trovo un’altra nella tasca della vestaglia; tra le pagine del libro perché chiudendolo i 1452 segnalibri sparsi per la stanza si sono volatilizzati; percorro attentamente il perimetro della camera che, certamente, qualche forcina ha terminato la sua corsa al battiscopa; oppure è mimetizzata sul tappetino sotto l'abat-jour, vicino la sveglia.
Insomma, so dove cercarla.
Ma qualcosa difficile da trovare è la farfallina dell’orecchino che perdo dalle mani di ricotta mentre sto preparandomi per un appuntamento.
Ne sento il tintinnio, lancio uno sguardo di sfida ai gatti che fissano il pavimento (l’hanno vista!) e, piegandomi a gattoni con una guancia che sfiora il freddo marmo, inizio la ricerca più impossibile della giornata.
Alzo le coperte, guardo sotto il letto e trovo: l’elastico che ho perso due giorni prima, un chiodo (?), la noce che è caduta ieri notte, una caramella, un biglietto del cinema. Della farfallina neanche l’ombra. Cambio guancia, sempre gattonando, e ispeziono inutilmente l’altro lato della stanza.
Sbuffando e con passo felpato, mi sposto verso la finestra ( 5m lontano dal luogo della sparizione), sollevo la calata, la tenda e la mantovana col bastone appendiabiti in previsione di un esagerato rimbalzo. Niente.
Torno al portagioie e, nervosa, inizio a provare le farfalline degli altri orecchini: una è troppo grande, l'altra troppo stretta, quella scivola, questa ha un colore diverso.
Poi arriva la telefonata (Oh no, è già qui) e, fissando gli “amici” felini che stanno facendosi beffe di me, mi accorgo che sono rimasti nello stesso punto. Vuoi vedere che la farfallina non è poi volata così lontano? E, avvicinandomi, noto un luccichio sul pavimento proprio in direzione del portagioie. Ah!
«Ciao, scusami per il ritardo (15 minuti) ma ho cercato questo cioccolatino a forma di cuore per te». ❤

© LG. 633/1941

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