GABBIA

Rifugio ingannevole
desiderato e temuto,
ti affido il mio
inconscio in tumulto.
Torturato dalla sensibilità,
il mio rammarico
consola l'abisso
della tua insana crudeltà.
Mi evochi perduti
raggi lunari,
calanti e crescenti,
della nostra ludica felicità.

© LG. 633/1941

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