COME IL CAPPELLO

Sono vicini, adesso, i nostri cuori.
Come la mia mano al cappello
che cerco di agguantare dai fiori.
Arriverà un’altra folata di vento
e lo soffierà lontano da me.
E ridendo del momento lo rincorrerò
sul ciglio della strada
e saremo così vicini
che ad afferrarlo proverò.
Mi chinerò a raccoglierlo e
il vento lo porterà più in là.
E ridendo del momento lo rincorrerò
sul ciglio della strada
e saremo così vicini
che ad afferrarlo proverò.
E si solleverà ancora,
e mi sfuggirà come allora.
Ma non riderò del momento, non lo rincorrerò:
mi fermerò e lo saluterò
al di là del ciglio della strada.
E sorridendo penserò: "In fondo
non è il modello che mi aggrada".
Sono lontani, ora, nel profondo i nostri cuori.

© LG. 633/1941

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cappello