DONNA IN NERO

Mi avvalgo del diritto di risuscitare.
Di tornare nel corpo giacente inerme
tra le mura di un silenzio eloquente.
Ho visto il diavolo nello lo specchio:
ha lanciato ancora fiamme e pietre sul mio volto
e ne ho sentito il riso sul lutto delle mie ossa.
C’è stato un tempo in cui queste mani hanno
accolto petali di rose con le spine.
E poi solo spine.
Le rose fioriscono sul selciato
dei miei indignati vicini. E sono nere.

Mi avvalgo del diritto di risuscitare
per scacciare la mosca che fruscia sul mio capo.
Il vento mi ha informata che la mia sorte
è stata decisa quando mi sono piegata
all’ assenza di una legge
e al buio e silenzio tutt’ intorno.
Sono testimone oculare della vostra negligenza,
di atti insabbiati e indagini mai terminate.
Quando ho urlato la verità ho visto
la cieca ignoranza di laidi traditori.
Non so i vostri nomi, ma conoscete il mio
e siete complici se lo dimenticate.

Mi avvalgo del diritto di risuscitare
perché ho pronte parole mordaci
e perché in materia, oggi, sono più preparata.
«Intraprendente Eva, genitrice dell’uomo
che giunge dalle profondità del nostro corpo,
sei innocente dinnanzi al maschio
malsicuro della propria virilità.
Non perdonare le promesse del carnefice
e ribellati a ciò che nascondi
sotto le unghie del tuo neonato.
Non soccombere ai tentativi di eludere
il verdetto universale: siamo uguali all’ uomo
in dignità, valori e diritti».

© LG. 633/1941

© Copyright testo 2016

Ogni Diritto riservato all'Autrice

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