L’ATTESA.

Ti ho atteso interminabili
ore nelle scale
con la paura che tu
non potessi più rientrare.
Per ingannare il tempo ho
iniziato e terminato un libro
di cui ora non ricordo
anche il titolo.
Per un po’ mi
son dovuta addormentare:
erano otto notti che
non riuscivo a riposare.
Ti ho sognato salire
quelle scale e dire,
sorridendomi,
Non voglio più lasciarti andare.

© LG. 633/1941

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